Perché non parlare di turismo anche per Scafati?
Perché non parlare di turismo anche per Scafati?

Perché non parlare di turismo anche per Scafati? Negli anni passati ci è sembrato che per la politica scafatese il turismo fosse un argomento tabù. Noi, invece, ci crediamo fortemente. Abbiamo, per questa ragione, provato ad immaginare una “VIA DEL TURISMO” che possa mettere la Città di Scafati al centro di una vasta rete di collegamenti tra la Città di Napoli e le incantevoli località della Costiera Amalfitana. È fondamentale, da questo punto di vista, costruire un team di esperti che sia in grado di relazionarsi con gli enti preposti quali Regione Campania e Distretto Turistico di Pompei, Monti Lattari e Valle del Sarno e nel contempo di intercettare tutti i fondi di cui Scafati è destinataria. Nel periodo 2021-2027 i Distretti turistici saranno destinatari di fondi comunitari nell’ambito della programmazione FESR. Vogliamo che al Distretto a cui apparteniamo sia assegnata la cabina di regia per la distribuzione degli investimenti perché riteniamo che rappresentino uno strumento efficace che, attraverso politiche di sviluppo sostenibile, possa valorizzare l’identità e la storia delle nostre comunità. Il tutto passa attraverso la riqualificazione di tutte le strutture che abbiamo nel nostro Comune perché pensiamo che siano le uniche depositarie delle nostre più profonde radici culturali ed identitarie. Destineremo, infatti, una parte di quei fondi alla riqualificazione del Real Polverificio Borbonico, struttura che abbiamo a cuore e per la quale negli anni ci siamo battuti con forza e passione. Quest’ultimo può rappresentare il cuore pulsante di questa azione perché attraverso il Viale dei Platani si può agevolmente raggiungere la Città di Pompei, con la quale dovrà nascere una profonda sinergia dal punto di vista turistico e culturale. A tal proposito, intendiamo finanziare la costruzione di strutture ricettive (alberghi, bed and breakfast, etc.) perché crediamo che sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo della nostra Città sia dal punto di vista turistico che dal punto di vista occupazionale. Saranno, infatti, necessarie circa 300 assunzioni per garantire il buon funzionamento di tali strutture. Dedicheremo le nostre energie anche alla “Casa del Guardiano”, per troppo tempo abbandonata a sé stessa, grazie soprattutto al degrado in cui versa la pista ciclabile. Riteniamo che, vista anche la sua posizione strategica, possa costituire un centro per attività ricreative da mettere a disposizione della cittadinanza a titolo completamente gratuito. È chiaro che il recupero della Casa dovrà essere funzionale anche alla riqualificazione della pista, che dovrà essere restituita ai cittadini in condizioni dignitose e accettabili.

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